Francesco Della Corte

Memoria, Legalità e Impegno Civile

Chi era Francesco Della Corte

Francesco Della Corte era una guardia giurata napoletana, vittima di un tragico episodio di violenza nei pressi della stazione di Piscinola. La sua morte ha scosso profondamente la comunità, diventando simbolo della necessità di giustizia, legalità e responsabilità civile.

Ricordo e Immagine

Francesco Della Corte

Francesco Della Corte è ricordato come una figura simbolica di dedizione al lavoro e senso del dovere. La sua storia rappresenta un forte richiamo ai valori di legalità e rispetto reciproco. Il suo ricordo continua a vivere come esempio per la comunità e per le nuove generazioni, che possono trarre ispirazione dal suo impegno quotidiano.

Poesia

Nasciamo tutti come esseri uguali dove nel petto ardono forti ideali, un solo sangue scorre nelle vene che non insegna a chi voler bene, purché la vita sia cammin vero c'è bisogno di pensiero sincero. Essere umani è proprio una scommessa di libertà, responsabilità e promessa non è l'istinto che ci fa persone ma la coscienza di ogni intenzione non è natura, ma consapevolezza che rompe l'omertà e la sua freddezza. Per questo la legge è un rigido muro, un faro acceso in un mondo oscuro, è la carezza della mano onesta che contro il male tiene sempre testa, è lo scudo che protegge il domani e mette il mondo in giuste mani. In Franco il nostro impegno ora risuona come una voce che non ci abbandona, diventa argine contro ogni sopruso e contro un destino che pare intruso: agire con giustizia e dignità è la bellezza dell’umanità.

Analisi della poesia

La poesia condivisa è un componimento lirico intenso e civile che trasforma il dolore della morte del vigilante Francesco Della Corte (il quale fu brutalmente ucciso da tre ragazzi nei pressi della stazione di Piscinola) in un manifesto di cittadinanza attiva ed impegno morale e sociale. Il componimento si articola come un percorso logico - filosofico che parte proprio dallo studio dell'essenza umana: la prima strofa spiega tutto ciò che accomuna i vari esseri umani (come il "solo sangue" e gli "ideali); la seconda strofa spiega quanto non basta la "semplice" nascita per essere "persone", perché tali lo si diventa attraverso la "consapevolezza", la "responsabilità" e la propria "coscienza; la terza strofa introduce il concetto di legalità affermando quanto sia fondamentale la legge, la quale dev'essere vista metaforicamente come un "faro" o uno "scudo" che garantisca una difesa fissa contro l'ingiustizia e l'omertà (a cui viene affidato il termine "freddezza" proprio perché descrive l'indifferenza gelida di chi osserva e non parla); la quarta e ultima strofa è la più importante, poiché trasforma la poesia in un componimento di memoria collettiva, dove il nome di "Franco" diventa un monito e la cui morte violenta viene vista come un'interferenza ingiusta all'interno del ciclo regolare della vita, dunque, alla fine del testo, la figura del soggetto protagonista diventa simbolo di "giustizia e dignità" in grado di "arginare" qualsiasi male.

Realizzazione del lavoro

Castagnola Mario-Cerullo Filippo-Chiariello Gabriele-Neri Andrea Lorenzo-Pezzella Nicola-Verde Pasquale Pio